Estetica oncologica: un nuovo modo di affrontare il cancro

(presi dalla Rete) di Alessandra Montelli


Scuola per estetiste oncologicheL’estetica oncologica, prima di essere una “branca del beauty“, è un progetto molto sensibile che mira ad insegnare alle donne affette da cancro a prendersi cura della propria immagine e bellezza nonostante il cancro.

Estetiste, infermiere e altre operatrici del settore estetico e/o sanitario insegnano alle pazienti come truccarsi per nascondere pallore ed eruzione cutanei, come capire quale parrucca o foulard indossare per vedersi meglio, quali trattamenti estetici fare per stare meglio con se stesse e nel proprio corpo che dolorosamente muta.

Paradossalmente viene confusa con la chirurgia plastica ricostruttiva o con la psiconcologia, ambiti molto diversi tra loro ma che si ricongiungono nella linea sottile che mira alla cura di sé, della propria immagine e del proprio benessere psicologico (la chirurgia ricostruttiva ricostruisce le parti del corpo che hanno subito cambiamenti in seguito alla malattia e la psiconcologia si occupa della psicologia dei pazienti e dei care-giver).

Ecco che si comprende come l’estetica oncologia non è solo una parentesi di leggerezza, durante la quale le donne non pensano alla malattia e non si sentono malate, ma è una iniezione di fiducia, uno strumento di supporto psicologico che le aiuta a ritrovare forza, a sentirsi bene con loro stesse, a rilassarsi prima delle terapie e ad affrontarne le conseguenze con una marcia in più.


chemioterapiaMantenere inalterata la propria immagine, nonostante la malattia, aiuta a stare meglio. Intervista alla consulente estetica che ha esportato in Italia il metodo americano di cura estetica delle pazienti oncologiche

“Perderò i capelli? Diventerò brutta? Non avrò più la forza di guardarmi allo specchio?”. Sono queste le prime domande che le donne rivolgono al medico come “reazione” alla diagnosi terribile: cancro. E che, una volta giunte a casa, continuano a risuonare nella mente.

A qualcuno può sembrare banale o superficiale, ma i cambiamenti estetici spaventano prima ancora (e forse più) delle conseguenze sulla salute. Comprese le donne che fino al giorno prima ammettevano di non badare alla propria immagine. È umano: è attraverso il corpo, il viso e la chioma che comunichiamo col mondo esterno.

Sapere che oggi accanto alle terapie oncologiche esiste la possibilità di pensare alla propria bellezza nonostante il tumore, può cambiare molto la percezione di se stesse come malate di cancro, e quindi la propria qualità di vita che si ripercuote sull’andamento della malattia.
Ne abbiamo parlato con Angela Noviello, consulente estetica, direttore per l’Italia e coordinatore per l’Europa di OTI Oncology Training International / Oncology Esthetics, costola europea dell’ente americano che forma e certifica le operatrici dell’estetica (estetiste ma anche infermiere) al trattamento delle pazienti oncologiche.

prevenzione cancroCurare la propria immagine nonostante il cancro

Pensare a un trattamento estetico complementare alle terapie oncologiche è una vera rivoluzione, impensabile fino a pochi anni fa, perché dimostra la comprensione umana da parte degli operatori della sanità di conservare il più possibile un’immagine integra della donna affetta di cancro. Sapere che esiste questa possibilità può dare un volto meno terribile al cancro. E dare un messaggio di forza a tutte le donne, comprese quelle che fanno prevenzione o, al contrario, che non si sottopongono ai controlli perché temono un giorno di ottenere una diagnosi senza via di scampo.

“La maggior parte delle terapie” – dice Angela Noviello – “lascia segni sul corpo che sono un rimando continuo alla condizione di malato e che impattano negativamente sulla loro vita sociale. Per una donna, in particolare, quando bellezza e femminilità vengono intaccate viene meno la propria identità, e insieme a dolore fisico e mentale subentrano insicurezza, imbarazzo e disagio per un’immagine che nella quale non ci riconosciamo”.

Salute allo specchioUn progetto gratuito per tutte le donne

Dalla collaborazione senza scopo di lucro di Oncology Training International e Ospedale San Raffaele di Milano è nato il progetto “Salute allo Specchio”: all’interno della struttura ospedaliera è stata ricreata una SPA dove le pazienti possono usufruire di trattamenti estetici sicuri, gratuiti e realizzati da personale qualificato e certificato Oncology Training International sotto la supervisione di personale medico. A questo si aggiungono sedute con una stylist, una makeup artist e una consulente di immagine, sempre con il supporto di un team di psicologi.

L’importanza dei trattamenti estetici

«Tutto questo» – continua Angela Noviello – «per quanto possa sembrare un aspetto secondario, nei momenti difficili diventa un appiglio: si pensi solo che, secondo studi recenti per il 20% dei pazienti il massaggio è uno strumento per ridurre dolore, gestire l’ansia, rafforzare il proprio sistema immunitario e riuscire a gestire gli effetti collaterali delle Trattamenti estetici oncologiciterapie. E la conferma ci arriva ogni giorno dalle nostre pazienti: sentirsi bene, rilassati e vedersi ancora belli, riconoscersi nella “propria pelle” può essere davvero un passo fondamentale per affrontare tutti i disagi che la malattia porta con sé e recuperare una socializzazione spesso perduta.

È un percorso inoltre che mi ha arricchito profondamente la vita e mi ha fatto toccare con mano esperienze dalle emozioni indescrivibili a parole».

Una scuola che prepara le estetiste

Il grande successo riscontrato in Italia da Oncology Trainning International-Oncology Esthetics, l’ente che prepara le professioniste dell’estetica al trattamento di pazienti oncologiche,  ha portato alla nascita, nel marzo 2014, dei corsi per la certificazione Oncology Training International anche in Italia.

Giunti alla sesta edizione (oltre 100 operatrici certificate in Italia, 1200 nel mondo), i corsi sono rivolti a estetiste e infermiere e  analizzano in modo approfondito i temi legati alla malattia e alle cure oncologiche e i trattamenti estetici che si possono eseguire in totale sicurezza e senza interferire con le cure.

Terapia estetica che non interferisce con le cure

prato«Riconosciuta a tutti gli effetti come terapia complementare alle cure tradizionali, l’estetica oncologica è un campo in cui occorre muoversi come molta attenzione», spiega Angela Noviello, direttore Italia e coordinatore europeo Oncology Training International, «i clienti, in questo caso, si chiamano pazienti e il loro corpo, la loro pelle e il loro sistema immunitario sono delicatissimi e imprevedibili.

Può essere sufficiente un massaggio eseguito in modo scorretto o l’aver impiegato un prodotto non perfettamente compatibile con la terapia in corso per scatenare  effetti collaterali sgradevoli. Non è consentita l’improvvisazione quando si parla di operare su soggetti malati, l’estetica oncologica deve essere praticata solo da personale altamente qualificato, con una formazione e competenze specifiche, in grado di promuovere il benessere e la qualità di vita dei pazienti oncologici in modo consapevole, personalizzato e soprattutto sicuro».

Estetiste specializzate

«Durante il corso», prosegue Angela Noviello, «che si svolge presso l’Ospedale San Raffaele e prevede una parte di pratica fondamentale con il paziente oncologico, vengono trattati contenuti elaborati da medici specialisti in oncologia e professionisti del settore estetico volti a trasferire agli allievi nozioni sulla malattia, le terapie e gli effetti collaterali, a insegnare a eseguire trattamenti non invasivi studiati appositamente per i pazienti oncologici, a effettuare consulenze dermocosmetiche, consigliare ed eseguire protocolli viso e corpo estetici sicuri personalizzati tenendo conto della storia clinica del paziente».

microscopioI corsi Oncology Training International si fondano sul metodo sviluppato da Morag Currin sulla base della sua ultraventennale esperienza in collaborazione con personale medico ed infermieristico nel trattamento delle pazienti affette da tumore. Il metodo, già adottato in Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti e oggi anche in Italia, è basato su fondamenti scientifici di riconosciuta validità.

Un progetto che si sta estendendo a tutta l’Italia e che speriamo aiuterà davvero tutte le donne ad affrontare la malattia con grinta.

 

 

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